Portare le scienze motorie dentro e fuori la palestra significa riconoscere al movimento un valore educativo pieno, capace di esprimersi in ambienti diversi ma complementari. Questo percorso formativo invita i docenti a ripensare la propria disciplina come esperienza viva, in cui gli spazi interni offrono struttura, metodo e intenzionalità didattica, mentre quelli esterni aprono a scoperta, relazione, autonomia e contatto con il territorio. Un’occasione per progettare attività motorie capaci di unire corpo, ambiente, benessere e apprendimento in una visione ampia, attuale e profondamente educativa.
L’engage è il momento in cui l’interesse si accende e i ragazzi iniziano davvero a sentirsi parte dell’esperienza di apprendimento....
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Prima di avviare le attività di scienze motorie, è fondamentale dedicare uno spazio iniziale alla costruzione del gruppo, perché l’apprendimento motorio non si sviluppa soltanto attraverso l’esecuzione tecnica, ma anche dentro una dimensione relazionale, emotiva e sociale.
In questa prospettiva, le attività di team building assumono un valore educativo rilevante: aiutano i ragazzi a conoscersi, a fidarsi reciprocamente, a riconoscere il proprio ruolo nel gruppo e a vivere il movimento come esperienza condivisa. Si tratta di un’impostazione coerente con una visione pedagogica che richiama Dewey, per il quale si apprende attraverso l’esperienza, Vygotskij, che sottolinea il valore dell’interazione sociale nella costruzione degli apprendimenti, e gli approcci del cooperative learning, in cui la collaborazione diventa condizione per la crescita individuale e collettiva. Nelle scienze motorie, quindi, costruire un clima positivo e inclusivo non è un momento accessorio, ma il primo passo per favorire partecipazione, motivazione, senso di appartenenza e benessere nel gruppo-classe.
Obiettivo: rompere il ghiaccio, far emergere differenze e affinità.
Come si fa: tracci una linea immaginaria nell’aula o in palestra. Dai una consegna:
“mettiti vicino a un’estremità se ti senti molto sportivo, dall’altra se ti senti poco sportivo”;
oppure: “se preferisci attività individuali vai a destra, se preferisci attività di squadra vai a sinistra”.
Poi chiedi a 2-3 persone di spiegare la loro scelta.
Tempo: 10 minuti.
Perché funziona: attiva il corpo, rende visibili i punti di vista e abbassa subito la distanza tra i partecipanti.
Obiettivo: creare connessione personale e identità di gruppo.
Come si fa: distribuisci piccoli oggetti oppure chiedi ai partecipanti di sceglierne uno da un tavolo (palla morbida, corda, cono, molletta, elastico, foglio, pennarello). Ognuno dice:
“Mi rappresenta perché…”
Tempo: 15 minuti.
Perché funziona: è semplice, narrativo e aiuta a entrare nella formazione in modo meno freddo.
Obiettivo: aumentare ascolto, fiducia e cooperazione.
Come si fa: a coppie, una persona descrive un piccolo percorso o un esercizio senza mostrarlo, l’altra deve eseguirlo seguendo solo le indicazioni verbali. Poi si invertono i ruoli.
Tempo: 10-15 minuti.
Perché funziona: fa lavorare su linguaggio chiaro, fiducia, precisione comunicativa e gestione della relazione.
Il documento allegato costituisce un esempio esemplificativo di compilazione, predisposto esclusivamente come supporto orientativo. La sua finalità è quella di offrire una base iniziale di riferimento per l’analisi del format e per l’avvio di una riflessione condivisa durante l’incontro formativo. Si precisa che il testo non assume carattere prescrittivo, ma intende favorire il confronto, la discussione e l’approfondimento delle modalità di compilazione del portfolio.